Può il Made in Italy alimentare restare fedele alla propria identità mentre attraversa una trasformazione profonda, fatta di laboratori, filiere digitalizzate e nuovi modelli imprenditoriali?
È la domanda al centro dell'analisi firmata da Giulio Busoni, partner di Porsche Consulting, insieme ad Antonio Iannone, fondatore di TheFoodCons, pubblicata sul numero 351 di MARKUP. Il contributo ricostruisce la mappa dell'ecosistema agrifood-tech italiano, dall'upstream della produzione agricola fino al downstream del consumo, individuando i protagonisti e le direttrici di sviluppo che stanno ridisegnando il settore lungo l'intera filiera.
L'analisi approfondisce quattro traiettorie che guidano oggi innovazione e investimenti nel comparto alimentare: l'agritech di precisione, la nutrizione funzionale, gli ingredienti di nuova generazione e la longevità, quest'ultima intesa come convergenza strutturale tra settore farmaceutico, scienze della vita e nutrizione. Il quadro che ne emerge intreccia dati di mercato, casi concreti di start-up italiane e il ruolo delle grandi aziende del comparto, senza perdere di vista i nodi ancora aperti: la difficoltà di attrarre capitali e crescere di scala, l'esigenza di estendere l'integrazione di filiera oltre le fasi agroalimentari, e la necessità di un trasferimento tecnologico più efficace tra infrastrutture, competenze e applicazioni.
Secondo l'analisi di Porsche Consulting, il FoodTech non rappresenta una rottura rispetto alla tradizione, ma la sua evoluzione naturale: una leva strategica capace di rafforzare, non indebolire, il valore distintivo del Made in Italy sui mercati internazionali.
L'articolo completo è disponibile nel numero 351 di MARKUP, in edicola per gli abbonati.
Fonte: MARKUP 351, luglio-agosto 2026
Milano | Luglio 2026