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Il futuro del made in Italy

Ecco perché il codice cliente sostituirà il codice prodotto.

La pandemia ha portato a una rivoluzione nei comportamenti dei consumatori, molti di questi comportamenti si consolideranno definitivamente, accelerando la trasformazione dei beni di largo consumo.
Prima di tutto, c’è grande attenzione alla sostenibilità e si sono moltiplicati i prodotti salutari ed alternativi. Inoltre la pressione competitiva per i produttori è sempre più forte: il prezzo delle materie prime è aumentato, le private label hanno guadagnato quote di mercato e la necessità di una strategia omnicanale è diventata, improvvisamente, vitale.
L’accelerazione degli acquisti digitali rafforza la posizione dominante degli operatori nativi digitali o dei distributori che hanno investito su nuove competenze di vendita diretta e solleva, allo stesso tempo, notevoli implicazioni sulla sostenibilità del canale e-commerce.
Al di là della marginalità di canale, i produttori devono investire nella conoscenza del consumatore, riconoscendo l’importanza del dato come chiave per rimanere competitivi.
Questo cambio di rotta è simile a quello già intrapreso nel settore auto. La nostra casa madre Porsche è passata dall’indentificare il veicolo come oggetto della transazione, al codice cliente come elemento chiave della vendita, con la visione del “Client for Life”.
Il vantaggio chiave dell’omnicanalità è ottenere un effetto “lock-in” del cliente.

Secondo Giorgio Diglio, Associate Partner Porsche Consulting, «È il momento oggi di immaginare una proposizione di valore che vada oltre al prodotto, generando “esperienze” per i propri consumatori: la marca deve conoscere e diventare fedele al cliente, e non il viceversa»

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01.09.2021 | Giorgio Diglio | Gdoweek