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Il futuro del mondo del lavoro

Telelavoro: la nuova normalità.

La nuova normalità sarà caratterizzata da un’alternanza smart di telelavoro e presenza in ufficio. Di giorno in giorno, ciascuno di noi sceglierà dove lavorare in base alla natura dell’attività da svolgere e al livello di benessere e produttività che un dato luogo è in grado di garantirci. Secondo la nostra analisi, nei prossimi anni la frequentazione degli uffici subirà un calo del 50%.

Il COVID-19 ha cambiato radicalmente la nostra vita. I leader aziendali hanno dovuto fare i conti con la sfida senza precedenti di inventarsi estemporaneamente nuove modalità di lavoro. A marzo del 2020, nel giro di pochi giorni, la vecchia normalità, in cui le persone lavoravano e collaboravano nel contesto statico dell’ufficio, si è dissolta nel nulla. Prima di allora, il lavoro da remoto era praticato solo dal 20% del personale, per lo più i cosiddetti “lavoratori della conoscenza” impegnati in funzioni aziendali indirette quali finanza e controllo, risorse umane, IT, acquisti, marketing e R&D.

Nessuno poteva immaginare ciò che sarebbe successo. I tanto temuti cali di produttività dovuti a una mancanza di controllo dall’alto sono stati casi più unici che rari. Al contrario, molte aziende oggi riferiscono che la collaborazione è diventata più efficace ed efficiente, la condivisione di informazioni più rapida, le riunioni (rigorosamente online) più produttive grazie a soluzioni software di nuova generazione. Ma, soprattutto, l’esperienza lavorativa dei dipendenti ha fatto un salto di qualità epocale.

Un giorno ci lasceremo alle spalle la pandemia. A quel punto, quale sarà la nuova normalità? Chiaramente, un ritorno alle vecchie abitudini è da escludere. A risentirne non sarebbero solo gli effetti positivi sulla produttività, ma anche la motivazione dei dipendenti, che vedrebbero sfumare quel delicato equilibrio fra lavoro e vita privata così duramente conquistato e, infine, apprezzato. La nostra analisi prevede che il 60% dello staff lavorerà da remoto e, quindi, lo scenario della nuova normalità non sarà più l’ufficio.

Ufficio che, con il COVID-19, ha cambiato completamente ruolo:

  • La maggior parte di noi lo frequenterà solo se il ritorno sull’investimento giustificherà lo spostamento
  • I manager che costringeranno i dipendenti a tornare in ufficio non potranno più contare su prestazioni altrettanto elevate
  • Gli uffici dovranno diventare delle “calamite”, luoghi in cui i dipendenti andranno per loro scelta

È giunto il momento di riconoscere che, nel prossimo futuro, la nuova normalità sarà un elemento strategico per il successo delle aziende. Oltre a preservare i margini di produttività e l’equilibrio casa-lavoro frutto delle abitudini che ogni dipendente ha sviluppato durante la pandemia, le aziende miglioreranno il loro employer branding, risparmieranno sui costi di gestione e sugli spazi e, non ultimo, ridurranno drasticamente la loro impronta di carbonio, dato che il pendolarismo diventerà l’eccezione, non più la regola.

Alla luce di tutti questi vantaggi, non stupisce che la nuova priorità di molti CEO e dei loro team sia definire le dinamiche lavorative del futuro. Le problematiche strategiche che interessano i business leader più lungimiranti sono tre:

  • Rendere possibile una collaborazione produttiva anche da remoto
  • Mettere a punto procedure e processi aziendali
  • Ridimensionare gli uffici

I prossimi mesi saranno decisivi per le aziende, che avranno l’opportunità di portare l’idea di lavoro e collaborazione a un nuovo stadio unendo realtà pre e post-pandemia attraverso un approccio smart, con l’intento di dare nuovo slancio alla motivazione e alla produttività del personale. La presenza di un minor numero di persone in ufficio, inoltre, consentirà di tagliare i costi sugli immobili sul medio e lungo termine.

Ora tocca ai business leader immaginare e plasmare la nuova normalità della loro azienda, trasformando “il giorno dopo” (e tutti i giorni che seguiranno) in un trampolino verso il successo e verso un’esperienza lavorativa sempre più appagante.